L’ex ministro dell’Energia Chakib Khelil, che ha servito per 10 anni sotto la presidenza di Abdelaziz Bouteflika, è stato nuovamente condannato in contumacia a 20 anni di carcere con l’accusa di corruzione giovedì 19 gennaio, secondo l’agenzia ufficiale APS.
Il tribunale Sidi M’Hamed di Algeri ha condannato anche altri ex alti funzionari a pene detentive da cinque a 10 anni. Si tratta dell’ex ministro dei Lavori pubblici Amar Ghoul, dell’ex ministro degli Esteri Mohamed Bedjaoui e di due ex capi del gigante pubblico degli idrocarburi Sonatrach, Noureddine Bouterfa e Abdelmoumen Ould Kaddour.
pagamento di tangenti
Sono stati perseguiti “Spreco di denaro pubblico nella conclusione di contratti con società estere”. La corte ha anche confermato il mandato d’arresto internazionale emesso per il sig. Khelil.
Nel 2013, i tribunali algerini hanno emesso un mandato d’arresto internazionale nei confronti di Khelil nell’ambito di un’indagine sul pagamento di commissioni segrete da parte di una filiale del colosso italiano ENI per assicurarsi appalti in Algeria, uno scandalo che è stato oggetto di diverse cause legali in Italia e l’Algeria.
Laggiù negli Stati Uniti, è tornato in Algeria nel 2016 dopo la caduta delle accuse a suo carico, prima di rientrare all’estero quando il processo dopo Bouteflika è caduto il 2 aprile 2019, sotto la pressione del movimento Hirak e delle proteste dell’Esercito sono riprese.